Le distanze “abbattute”

Ilaria Barone

Quando è piovuta su di noi (docenti e discenti) la distanza era il 4 marzo…Senza il tempo di un saluto e di un sorriso, le aule sono state serrate e i banchi sono rimasti vuoti. Nel mio istituto, ITST Marconi di Campobasso, abbiamo attivato subito la Dad utilizzando gli strumenti di Google suite. Chi di noi era già spigliato con le nuove tecnologie, ha supportato le docenti e i docenti che erano terrorizzati all’idea di cimentarsi con questi strumenti inusitati. Perchè diciamolo, al di là delle super fagocitate competenze digitali sia per gli studenti sia per il corpo docente (Ecdl, corsi e contro corsi) poi nella realtà dei fatti abbiamo sempre avuto mille difficoltà strumentali e strutturali per innovare sul campo la didattica…Ma la didattica deve essere innovativa nei contenuti e nelle strategie, lo strumento è solo un potenziatore… E i docenti, anche più maturi, si sono messi da anni in gioco cercando di interagire con generazioni di studenti dal volto e dagli stili di apprendimento completamente nuovi…La Dad è partita, all’inizio anche con una  marcia troppo alta…Ci siamo fatti tutti travolgere dalla “ paura” di perdere il passo, di non fare abbastanza…Ricordo ancora i primi giorni in cui tutti, sia noi sia gli studenti, passavamo ore e ore al PC per condividere, eseguire, correggere, organizzare, pianificare…Pian piano poi anche la Dad ha acquisito una sua forma, si sono delineati i modi di operare, di valutare e di reportare il fatto e il non fatto. Chiudendo questa parentesi generalistica e introduttiva, voglio parlare della mia personale esperienza. Sin dall’inizio la DAD è stata una vera e propria ancora di salvezza. Avevo ancora i ragazzi, potevo ascoltare le loro voci, chiedere loro come vivessero questo “tempo sospeso e incomprensibile”, potevo ascoltare le loro emozioni e raccontare le mie. Insieme ci siamo posti delle domande, ci siamo arrabbiati, ci siamo emozionati, abbiamo ironizzato, abbiamo discusso di un futuro che vorremmo riprenderci con un patrimonio di umanità e sensibilità rinnovato. Gli studenti partecipano, partecipano e come (tranne pochissimi già un po’ lassisti)…Anzi alcuni hanno trovato una strada per riscattarsi da errori passati e estrarre il meglio di sé. La scuola è diventato il loro tempo migliore, la loro finestra sul mondo e il loro contatto con una comunità che gli è stata strappata via da un infausto evento pandemico. La Dad ha un tempo dilatato (che forse a volte è indiscreto) però loro possono connettersi con te senza la scansione di una campanella e manifestare un bisogno che non ha più “quella mano alzata a disposizione”…E poi la DAD non è solo compiti, videolezioni e voti, è condividere musica, pensieri, video, smentire le Fake, apprendere nuovi campi semantici (lock down, droplet, cluster, pandemia, sierologico ecc.), fare confronti con il passato, dare il giusto valore alle piccole e alle grandi cose…Insomma LA DAD paradossalmente ha accorciato le distanze, spesso ci divertiamo a ricreare le battute e le dinamiche della classe reale ed è bellissimo! Sento le emozioni di quei “bricconi” fin nel mio cuore! La dad non potrà mai sostituire tutto questo, ma AVEVAMO SOLO LEI in alternativa ad un anno riscucchiato da un’emergenza e da un silenzio insopportabili. Io valuterò la loro partecipazione, il loro lavoro, la loro costanza…ma soprattutto mi resterà ciò che siamo riusciti a darci reciprocamente e che rende LA PROFESSIONE DELL’INSEGNANTE tra le più belle e generose al mondo…Il mezzo è il mezzo… è il messaggio che passa lo rende straordinario.

Dina Del Gaiso

                                                              (docente di Lettere scuola sec. II grado)

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