La Casa dei diritti ascolta…i lavoratori dello sport

Ilaria Barone

Tra i settori messi in ginocchio dall’emergenza sanitaria Covid-19 vi è anche quello sportivo: dalle associazioni sportive, alle palestre, agli atleti ed ai collaboratori tutti.
La Casa dei diritti ha raccolto varie richieste da parte dei lavoratori sportivi che, se oggi sono particolarmente in difficoltà a causa dello stop forzato ad ogni attività ludica e sportiva, rappresentano l’esistenza di situazioni di criticità ben prima del Coronavirus.
Dunque molte sono le richieste dei nostri utenti del mondo dello sport come la creazione di un vero e proprio sindacato a loro dedicato, ovvero di un contratto collettivo nazionale di lavoro o di collaborazione sportiva a seconda dell’attività svolta.
Come dichiarato dal ministro Vincenzo Spadafora, da qualche giorno sono partite le erogazioni dei primi 73000 bonifici, del valore di Euro 600,00, ad allenatori, istruttori e personale delle società, in attuazione di quanto previsto dal Decreto Cura Italia, a seguito delle chiusure a causa dell’emergenza Coronavirus.
Al momento sono state stati stanziati 50 milioni di Euro, con la conseguenza che se la platea potenziale di tale indennità è di circa 400 mila persone i beneficiari potranno essere soltanto 83 mila, poiché, in questa prima fase, si è scelto di corrispondere il bonus solo ai collaboratori sportivi con reddito inferiore a 10 mila Euro annui.
Pertanto, da ogni fronte arrivano richieste di una maggior tutela del settore, sia in questo momento emergenziale sia quando l’Italia si avvierà verso la ripresa definitiva.
Non è una novità come il rapporto di lavoro dello sportivo sia uno degli argomenti più dibattuti nel nostro diritto dello sport, che, quindi, richiede una soluzione definitiva.

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