ESSERE GENITORI AL TEMPO DEL COVID-19

Ilaria Barone

Il 31 dicembre 2019 abbiamo brindato ad un nuovo anno pieno di novità!

Ebbene, le novità sono arrivate e non sono state certamente buone

Una di queste è la DIDATTICA A DISTANZA che ha spaccato l’opinione pubblica in due:

ci sono quelli che ne tessono le lodi e la individuano come “il futuro della scuola” e quelli che versano lacrime amare e fanno salti mortali per mettersi in pari con le conoscenze informatiche e gli strumenti necessari.

Ci sono diversi  fattori che influenzano le attività didattiche e la vita delle famiglie:

l’età degli scolari;

Il numero di figli;

Il lavoro dei genitori;

I rapporti all’interno dei nuclei familiari;

Siamo tutti d’accordo che insegnare a bambini di 6 anni è molto diverso che farlo con ragazzi di 15.

I più piccoli hanno solitamente molta meno dimestichezza con gli strumenti informatici, di conseguenza hanno bisogno di un sostegno durante le ore di lezione e naturalmente questa incombenza spetta ai genitori.

I ragazzi più grandi sono spesso molto più autonomi ma costretti davanti ai pc e tablet per molto più tempo rispetto ai piccoli.

Poniamo il caso che nello stesso nucleo familiare ci siano bambini e ragazzi di età diverse che frequentano scuole diverse magari con genitori costretti a lavorare in SMART WORKING, quanti strumenti informatici dovrebbe avere in dotazione ogni famiglia?

E per una linea che riesca a supportare una tale mole di lavoro, quanto si dovrebbe spendere?

Come fa un genitore impegnato nel lavoro a seguire un figlio piccolo con la didattica?

Ci sarà un modo per evitare che si accavallino tutte queste situazioni?

Queste sono le principali domande che i genitori si stanno ponendo in questo periodo.

Diamo per scontato che le famiglie siano tutte come quelle del mulino bianco ma la realtà è molto diversa.

Partiamo dal presupposto che non tutti possono permettersi una casa nella quale ogni membro della famiglia abbia una propria stanza. Nella maggior parte dei casi i bambini ed i ragazzi devono ritagliarsi uno spazio per loro ma comunque condividerlo con il resto della famiglia, capita così che le lezioni si svolgano con i sottofondi più svariati: qualcuno che parla al telefono, il citofono che suona, la mamma  che sgrida il fratellino fino addirittura ad arrivare a sentire una discussione che avviene tra due adulti..

E’ giusto non essere liberi in casa propria?

E’ di pochi giorni fa la notizia di un’insegnante che ha dovuto addirittura chiamare la polizia per aver udito, durante una sessione di lezione, urla strazianti e rumore di botte nella casa del suo alunno.

In quest’ultimo caso è stata una fortuna che la prof sia intervenuta ma speriamo che questi casi rimangano isolati.

Con queste poche righe, ho voluto racchiudere alcune delle svariate problematiche che un genitore nell’era del COVID è costretto ad affrontare, in modo da far capire che quando si esclama: “siamo tutti sulla stessa barca”,si dice la verità ma le barche possono essere  yacht, scialuppe o zattere e questo fa la differenza.

                                        Anonimo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *