Ludopatia, 1 milione di giocatori d’azzardo patologici. Ma uscirne si può

Casa dei diritti

1 milione di giocatori d’azzardo patologici e oltre mille e 200 miliardi di euro giocati d’azzardo dal 2000 ad oggi. Sono questi i dati sull’incidenza del gioco d’azzardo in Italia resi noti nel corso della trasmissione “Nuovi eroi” che presenta ad ogni puntata alcune delle persone che si sono impegnate con costanza e disinteresse su piccoli e grandi capitoli dell’agenda morale e politica cara al Capo di Stato Sergio Mattarella.

Nel corso della puntata dello scorso 9 giugno l’attenzione è andata al capitolo riguardante il gioco d’azzardo che anche nel nostro Paese ha raggiunto delle cifre spaventose. A renderle note è stato Maurizio Fiasco, docente a Roma di sociologia e specializzato in ricerca e formazione in tema di sicurezza pubblica e di fenomeni socioeconomici (sovra-indebitamento delle famiglie, usura, impatto sociale del gioco d’azzardo legale e illegale), nonché esperto della Consulta nazionale antiusura e presidente di Alea, Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, impegnata nell’implementazione di programmi di assistenza per i giocatori compulsivi.

“Pensiamo che chi è caduto vittima del gioco d’azzardo sia una persona diversa da noi – ha affermato nel corso della puntata – ma questo non è vero. Nel tempo ho capito che questa patologia coinvolge la casalinga, l’impiegata, la professoressa, i poliziotti, gli infermieri, i medici, tutte persone come noi”.

Il gioco d’azzardo è la terza industria in Italia: si gioca nei bar, nelle tabaccherie, nelle edicole, nelle sale slot e ogni volta che usciamo di casa troveremo decine di punti di distribuzione nei tragitti che compiamo giornalmente per andare a lavoro o per andare a compiere i vari servizi.

Oltre l’80% della popolazione investe sul gioco d’azzardo. Una signora – è stato ribadito nel corso della trasmissione – ha abbandonato in auto i due figli minori per un’ora per giocare ed è stato chiaro fin dall’inizio, che il problema sarebbe diventato sempre più grave con il passare degli anni. Venti anni fa si giocava un decimo di quello che si è arrivato a giocare nel 2019, adesso siamo di fronte ad una dipendenza di massa che coinvolge milioni di persone.

Ho conosciuto un pensionato che è stato impiegato dello Stato – racconta Fiasco – le sue giornate erano tutte uguali e senza emozioni. Un giorno va a fare la ricarica del telefonino dal tabaccaio e questo gli propone di acquistare un gratta e vinci, lui gratta e c’è il premio. In quel momento, ha raccontato, di aver provato un senso di emozione provocato da questo evento inatteso, che lo ha scosso dalla solitudine e dalle giornate sempre uguali e da allora ha continuato a ricercare quell’emozione fino al punto da vendere la casa per comprare scatole di gratta e vinci”.

Non è diversa la storia del padre di Erika, Maurizio, caduto nel vortice della dipendenza da gioco per essere entrato per caso in un casinò assieme ad un amico e aver vinto. Poco alla volta l’uomo è arrivato a giocare da solo entrando nel vortice del gioco d’azzardo “e sentendosi un posseduto”.

Maurizio, come tante altre persone, è riuscita ad uscire dalla dipendenza. Ecco perché come Casa dei Diritti abbiamo voluto creare un centro di ascolto all’interno del quale forniamo assistenza psicologica ma non solo a tutti coloro che sono vittime di ludopatia.

Se hai necessità di contattarci inviaci una mail all’indirizzo tiascolto@lacasadeidiritti.it

Le parole muoiono se non vengono ascoltate

 

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