La scuola ai tempi del Coronavirus: le riflessioni alla videoconferenza del 7 maggio

Ilaria Barone

Il Coronavirus non ferma la voglia di discutere e riflettere di problemi precedenti alla stessa pandemia. Ed ecco che nella giornata di giovedì 7 maggio attorno alla “Casa dei diritti”  (www.lacasadeidiritti.it), progetto diretto dall’onorevole Laura Venittelli  con la finalità di preservare il concetto di diritto nella sua forma più ampia, si è costituita una sorta think tank nazionale di riflessione sul mondo della scuola. Tema portante il dislivello creato nell’istruzione dalla didattica a distanza. Ci sono penalizzati? Chi sono? Come possono essere aiutati? L’incontro, moderato da Mario Berardino, psicopedagogista e già dirigente scolastico, si è svolto mediante la piattaforma Zoom con l’assistenza del prof. Antonio Cantalupo.

Oltre cento le adesioni di professionisti della scuola e del mondo del lavoro per discutere della situazione in questo periodo drammatico ed emergenziale, che ha costretto docenti e alunni a restare in casa e a impartire/seguire lezioni on line.  Alla conferenza hanno partecipato e dato il loro contributo, dirigenti scolastici, docenti, psicologi, pedagogisti, genitori, personaggi della cultura, parlamentari esponenti del mondo scolastico e istituzionale della Svizzera, Germania e Argentina e il Vescovo di Campobasso, Giancarlo Maria Bregantini, che ha inviato un video. Molti i problemi venuti a galla, molte le perplessità, moltissime e altrettanto variegate le opinioni: migliorare si può, si deve anzi: punto comune a ogni singola opinione espressa. Siamo partiti dalla necessità di porre al centro dell’attenzione e del dibattito la Scuola perché la scuola è il nostro presente e il  nostro domani. Abbiamo constatato e vissuto sulla nostra pelle quanto sia urgente e non procrastinabile  il tema della scuola e la soluzione dei problemi che la drammaticità del momento ha reso ancora più evidenti e urgenti.

PROBLEMI

Viene riconosciuto e lo si deve evidenziare con forza, l’impegno, la professionalità e l’abnegazione  del mondo della scuola, dei dirigenti e dei docenti che si sono attivati dimostrando una flessibilità e una sensibilità non comuni.  Proprio da questo si dovrebbe ripartire per rispondere al bisogno e al diritto all’istruzione che pare comunque ancora minacciato da un incertezza e da una possibile recrudescenza del covid. L’indecisione dei decisori, le ambiguità e le contraddizioni che traspaiono da annunci e talvolta, sterili proclami del mondo della politica, basti pensare alle certezze blandite e poi smentite sulla questione degli esami di Licenza e della Maturità, per capire, appunto che con ogni ragionevole certezza, il nucleo e il punto di riferimento per un Rinascimento della scuola debba essere la Scuola e la sua Autonomia. Quell’Autonomia sempre evocata nei momenti di crisi e alla quale tanti attribuiscono ogni tipo di responsabilità, ma pochi o nessuno attribuiscono risorse. Concetto espresso con grande lucidità dalla Dirigente scolastica  Rossella Gianfagna, dal D.s. Marra e altri.

Dal dibattito è emerso che la Didattica a Distanza (DAD),  sicuramente utile in un primo momento di smarrimento, dato che la chiusura della scuola è avvenuta in maniera repentina, ha però col tempo evidenziato criticità, prima fra tutte la diseguaglianza tra gli alunni. Questo aspetto è stato evidenziato anche da Mons. Bregantini, Arcivescovo della diocesi di Campobasso-Bojano il quale, nell’inviare un messaggio di vicinanza e un augurio di buon lavoro ai partecipanti,  ha sottolineato che non deve esserci disparità di trattamento tra i discenti e che la didattica a distanza deve essere un mezzo e non il fine. Quest’ultimo è rappresentato dai valori che gli educatori sono chiamati a diffondere. Bisogna altresì considerare che, negli ultimi decenni, i governi hanno preferito tagliare risorse invece di investire nell’istruzione, facendo venire meno lo spirito dei principi sanciti dall’art. 34 della Costituzione. La scuola deve invece tornare ad avere un ruolo fondamentale, in quanto non solo deve fornire nozioni, ma deve trasmettere i princìpi importanti della vita, educare e favorire la personalità di ogni singolo discente. Questo si può attuare solo dando vita a quell’intreccio e interazione  comunicativa tra insegnanti  e alunni. Altro aspetto da sottolineare è il carico di lavoro a cui sono sottoposti i docenti.

Se poi, dobbiamo considerare le infrastrutture e gli strumenti che sono alla base della DAD, occorre prendere in considerazione alcune criticità, basti pensare, ad esempio, al

fatto che in molti comuni (in Molise circa il 70 %) esiste un indice di povertà evidente, oltre a problematiche di tipo strutturale, (in molte zone non c’è neanche la rete wi-fi).

Questo ha comportato che circa il 20% degli alunni non ha potuto avere accesso alla DAD sia per difficoltà di tipo economico che impediscono l’acquisto di devices, sia di tipo pratico. Ci sono famiglie con più figli o l’esigenza da parte di uno dei genitori di effettuare lo smart working e certamente non è pensabile acquistare più dispositivi.

A tutto ciò si aggiungono le difficoltà di studenti stranieri che, spesso, hanno anche il problema della lingua e che avrebbero necessità di un canale di comunicazione privilegiato.

Bisogna poi evidenziare il fatto che, nella organizzazione della didattica on line, si è posta poca attenzione alle esigenze degli alunni della scuola dell’infanzia. Questi ultimi hanno difficoltà a seguire la maestra attraverso lo schermo del computer. L’organizzazione dell’attività ludica e di manualità è quindi demandata esclusivamente ai genitori.

Due aspetti importanti emersi ancora dal dibattito sono le problematiche legate alla disabilità e il cyber bullismo. Per quanto concerne il primo aspetto, non è possibile pensare che la DAD possa essere lo strumento risolutivo per quegli alunni che necessitano di contatto visivo e fisico col proprio insegnante e con i compagni di classe. Ancora una volta, abbiamo riscontrato, anche attraverso la testimonianza e la denuncia di molti genitori quanto sia profondo il solco tracciato dal morbo  e persino dalla disattenzione e diremmo forse anche dall’incompetenza  di certa politica. Ancora una volta chi ha bisogno continua ad avere sempre più bisogno perché il macigno della crisi ricade sempre sui più deboli. Allora proprio in considerazione di tutto ciò, l’associazione “La Casa dei Diritti” ha proposto una specifica videoconferenza sul tema della diversa abilità nel contesto scolastico in tempo di crisi per incrementare la  sensibilità e l’attenzione, ma soprattutto per avanzare proposte che siano rispettose dei diritti e dei bisogni dei meno fortunati.

Però, anche per riconoscere meriti, che pure abbiamo, intorno alla tematica della diversa abilità, il componente In Svizzera,  CO.MI.TE.S.  di Basilea, in particolare, racconta  che gli alunni diversamente abili, fino a qualche anno fa, erano sistemati in classi apposite separati dagli alunni normodotati. Da questo punto di vista, nonostante tutti i limiti e le difficoltà, in Italia si adottano criteri di integrazione che possiamo considerare all’avanguardia rispetto ai diritti della persona per i bambini meno fortunati; l’Italia  è la nazione che maggiormente ne tutela la dignità e per i quali garantisce l’inclusione. Speriamo di non perdere questo primato.

Anche i dati sul cyber bullismo sono preoccupanti: in questo periodo di DAD si sono rilevati (fonte: Osservatorio nazionale di contrasto al bullismo e al disagio giovanile) 145 casi di cyber bullismo verso gli alunni, 74 casi verso gli insegnanti e 11 casi di revenge porn.

L’atteggiamento dei governi sembrerebbe tendere sempre più a favorire lo sviluppo dell’homo economicus, e non del cittadino con capacità critica. Questo porterebbe certamente a un ulteriore arricchimento delle multinazionali quali Asus e Microsoft, che evidentemente hanno tutto l’interesse affinché questa situazione si protragga nel tempo.

Tutte queste problematiche sono state affrontate anche in alcuni paesi come la Germania, la Svizzera e l’Argentina. Anche in queste realtà i docenti lavorano da casa utilizzando programmi specifici e svolgendo attività on line.

PROPOSTE

Fatte tutte queste considerazioni, bisogna lavorare seriamente e da subito per costruire le condizioni per riattivare la scuola in presenza. I dirigenti scolastici sono coloro i quali conoscono approfonditamente le problematiche dei propri istituti e devono essere messi in condizione di poter esplicare la propria autonomia.

SOLUZIONI

Tre sono le parole chiave: RISORSE SPAZI E PERSONALE. Lo stato deve trovare i fondi da trasferire ai dirigenti scolastici, che certamente si impegneranno a mettere in atto tutte le misure necessarie per poter accogliere gli alunni in sicurezza. Si può pensare all’installazione di rilevatori della temperatura all’ingresso dei singoli Istituti, oltre che alla sanificazione degli ambienti quando la scuola è chiusa. Si dovranno recuperare spazi per distanziare i banchi, eliminando così anche il problema delle classi pollaio. Questo dovrebbe comportare anche l’impiego di nuovo personale per far funzionare questa complessa macchina. Sarà necessario porre particolare attenzione ai bambini speciali che dovranno ora più che mai essere affiancati e sostenuti da docenti qualificati.

Ci sono stati tanti interventi come ad esempio quello di Universitario Antonello Caterino docente universitario e direttore del Centro di Ricerca “Lo Stilo di Fileta”, ha ricordato la necessità di un’educazione digitale nell’istruzione di ogni ordine e grado, ma qui si apre un altro fronte, che certamente sarà oggetto di una nostra prossima riflessione.

Molti e interessanti sono stati i contributi apportati nel corso della conferenza che qui, per ragioni di spazio non riusciamo a riproporre e ce nescusiamo; ma informiamo da subito che la registrazione con tutti gli interventi è riprodotta integralmente sul sito della casadeidiritt.it e, prossimamente, sul canale youtube del quale daremo informazione quanto prima.

Dalla videoconferenza sul tema della scuola al tempo del corona virus è scaturita la proposta dell’Osservatorio Molisano sulla scuola e noi ci auguriamo che possa essere replicato in altri contesti. L’Osservatorio Molisano sulla scuola, però a sua volta diventerà uno dei nodi della Rete dell’Osservatorio generale sui diritti che parte dal Molise e si irradia nel resto dell’Italia.

Mario Berardino

Mariarosaria Di Renzo

 

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